Chi sono

ita

Sono nata in Sudamerica e lì ho vissuto per 22 anni fino a quando ho deciso di abbandonare l’Università di Archittetura e Urbanistica a Sao Paulo per trasferirmi in Italia e studiare moda a Firenze. Avevo frequentato corsi vari come designer di scarpe e credevo di essere nella giusta direzione. Ma non lo ero. Mi sentivo ancora limitata, non avrei potuto passare una vita intera disegnando solo scarpe e sandali col tacco. L’unica cosa che mi calmava era dipingere in grandi pezzi di carta attaccati al muro senza preoccuparmi con le sbavature o di non poter andare oltre. Era la libertà. La libertà dell’anima che vedeva colore ovunque. Amo ancora le sculture di Niki de Saint Phalle ma nient’altro è stato più forte del surrealismo a farmi convincere che dipingere era ciò che volevo fare. Da Paul Delvaux a Dalì, da William Blake a Dante Alighieri e Amos Nattini, questi sono i principali responsabili in maniera simpatica, della follia che ancora ho in testa!

E, giustamente, essendo soltanto l’arte ciò che mi colmava, ho passato molto tempo sola a leggere e a studiare tutto sul surrealismo, metafisica, religioni ed esoterismo. Tutto questo perchè avevo tante, tante domande senza risposte e così nelle mie tele propongo a chi le guarda una visione più approfondita della vita, un’immersione nell’Universo per capire la ragione di quelle cose che non ci tornano, che non si spiegano e che apparentemente esistono e basta.

Ho trovato la sincronia con ciò che disegnavo da anni e il collegamento con la natura. Questa è la mia visione, che non è la verità assoluta e che può piacere o no. La mia arte è così, la materializzazione di un’impressione animica.